Il punto G è il sacro Graal della sessualità. Si dice conduca le donne verso l’estasi, eppure a lungo è stato frainteso e ancora oggi spesso viene ignorato. Dove si trova questo pulsante magico e come attivarlo? Ti guidiamo alla conquista del punto G.
La scoperta del punto G
Ci sono voluti secoli prima che il corpo delle donne venisse preso in considerazione e studiato. Questo spiega perché bisogna aspettare gli anni ’50 affinché il punto G fosse scoperto ufficialmente da un uomo, il ginecologo tedesco Ernest Grafenberg. Ma questo dettaglio dell’anatomia femminile è sempre esistito e deve il suo nome proprio a colui che è stato in grado di individuarlo. Il punto G è chiamato con il nome che conosciamo oggi per la prima volta nel 1981, in un articolo che parlava di eiaculazione femminile. Nel 1982 è stato pubblicato un libro interamente dedicato all’argomento. E, come per l scoperta ufficiale del clitoride nel 1998, anche questa parte del corpo femminile ha impiegato molto tempo prima che si diffondesse realmente.
Lo sapevi? Gli orientali già descrivevano il punto G negli scritti tantrici. Lo chiamavano Kanda. I taoisti, d’altra parte, ne parlavano come la perla nera dell’erotismo.
Cos’è il punto G?
Prima di tutto bisogna chiarire che il punto G non è un punto. Si tratta di una potente zona erogena situata all’‘interno della vagina, a circa tre centimetri dall’ingresso, sul lato anteriore della cavità, nella parte posteriore dell’uretra. L’estensione del volume varia da una donna all’altra ed è riconoscibile poiché l’area è più ruvida rispetto al resto della parete vaginale. Quando viene stimolato, si gonfia di sangue e si ingrandisce, diventando più facile da individuare.
Punto G e orgasmo
L’orgasmo legato al punto G dipende dalla capacità di espansione della zona nonché dalla sua posizione lungo l’uretra. In effetti in precedenza era già stato scoperto un tessuto erettile che circonda l’uretra femminile, proprio come negli uomini, e la stimolazione del punto G sarebbe correlata all’eccitazione di questa zona erettile. Quando il punto G viene stimolato, si allarga e a sua volta eccita l’uretra, provocando il rilascio di liquido. Ecco come spiegare il legame tra il punto G e l’erezione femminile. In sintesi, la stimolazione di questa zona è in grado di provocare orgasmi intensi, eiaculazione e spasmi incontrollabili in tutto il corpo.
Come stimolare il punto G?
Il punto G può essere stimolato con un massaggio, in particolare con l’inserimento di una o più dita nella vagina. Affinché ciò sia possibile la donna deve essere sufficientemente eccitata. All’interno della parete vaginale, massaggia la parte anteriore con una o più dita. Posiziona le dita dove la pelle è più ruvida e fai una leggera pressione attraverso un movimento che potrebbe significare “vieni qui”.
Esistono sex toys come vibratori curvi, stimolatori del punto G e dildo ergonomici appositamente progettati per stimolare il punto G dall’interno. Grazie alla loro forma curva possono stimolare il clitoride dentro e fuori e sono ideali per divertirsi da soli o in compagnia.
Quali sono le migliori posizioni sessuali per stimolare il punto G?
Ci sono varie posizioni sessuali che permettono di stimolare questo famoso punto orgasmico, in particolare l’Amazzone e l’Andromaca, che favoriscono la stimolazione profonda. La persona penetrata controlla i movimenti e la stimolazione interna del clitoride viene quindi eseguita più facilmente, facilitando il raggiungimento dell’estasi.
La posizione dell’Andromaca
La donna cavalca il suo partner sdraiato sulla schiena. Stabilisce il ritmo, regola la profondità della penetrazione e domina il rapporto. Questa posizione consente una penetrazione profonda, aumentando le possibilità di stimolare il punto G e quindi raggiungere l’apice del piacere.
La posizione dell’Amazzonia
È molto simile all’Andromaca, ma la donna seduta sopra l’uomo allunga le gambe di modo che i corpi siano l’uno contro l’altro. In questo modo il punto G e il clitoride vengono stimolati contemporaneamente, per un rapporto ancora più intenso.
La posizione del G-Whiz
La donna si sdraia e appoggia le gambe sulle spalle del partner, che è inginocchiato. L’angolo superiore a 90 delle gambe restringe la vagina e permette al pene di raggiungere più facilmente il punto G. Per portare il pene a diretto contatto con il clitoride, chiedi al partner di dondolare leggermente il bacino.
La posizione del cucchiaio
Il cucchiaio è la posizione ideale per un rapporto dolce che invita al sesso sensoriale. Entrambi sono sdraiati, l’uomo è dietro di lei e i due corpi formano un angolo ideale affinché il pene raggiunga il punto G. Il movimento di andirivieni avviene lentamente e delicatamente per un momento di puro piacere.
E se col mio partner non riuscissimo mai a scoprire questo punto?
Non fa niente! Secondo uno studio solo il 10% delle donne sono riuscite ad avere un orgasmo grazie alla sua stimolazione. Certo, non si tratta di un numero molto elevato. Puoi provare a trovarlo, ma non farne un’ossessione o una corsa frenetica. L’obiettivo non è l’orgasmo, ma il piacere condiviso con il partner durante il sesso.
Punto G: tra mito e realtà anatomica
Tra la medicina incapace di trovare l’esatta posizione di questo punto G e le donne convinte di non avere un pulsante magico e indignate dalla pubblicità ingannevole che ne viene fatta, c’è da dire che il punto G pena a diffondersi. Un’analisi britannica ha persino concluso che era solo un mito. A questo punto, cosa dobbiamo pensare del punto G?
La parte interna del clitoride è stata scoperta poco tempo fa. È un organo complesso e completo e il glande erettile è solo la punta dell’iceberg. È attaccato all’interno della vagina da rami (i “crura”), che ricordano le ali di una farfalla. Esiste però un punto, più o meno preciso a seconda della donna, in cui questi rami si incontrano. Il punto G si troverebbe quasi esattamente lì. È quindi possibile che il punto G non esista, perché non è un organo in sé, ma questa zona, che si trova nella parte interna del clitoride, sarebbe dotata di terminazioni nervose in grado di procurare un piacere intenso.
Orgasmo vaginale, clitorideo e del punto G… Qual è la differenza?
I cosiddetti orgasmi “clitoridei” e “vaginali” spesso vengono confusi. La leggenda vuole che esistano vari tipi di orgasmi a seconda della zona stimolata e molte donne affermano provare un piacere “vaginale” e un piacere “clitorideo” distinti. Ma c’è davvero una differenza tra questi due orgasmi? Il clitoride si trova intorno alla parete del sistema riproduttivo femminile ed è direttamente collegato alla vagina. Pertanto, quando si stimola la vagina, anche il clitoride viene stimolato, inoltre l’elevata quantità di vasi sanguigni e nervi in questa zona lo rendono un’autentica bomba di sensazioni. Questo è il motivo per cui ricercatori e sessuologi concordano sul fatto che l’orgasmo vaginale in quanto tale non esiste ed è un mito. La stimolazione vaginale anima il clitoride, che provoca l’orgasmo. L’unica differenza che ci può essere è la fonte di eccitazione, ma il risultato rimane lo stesso. Anche il punto G è collegato al clitoride.
Quali sono le altre zone erogene?
Si distinguono tre zone erogene diverse:
- Le zone erogene primarie vengono stimolate per raggiungere l’orgasmo. Nelle donne si tratta del clitoride e della vagina. Negli uomini si trovano nel pene e nella prostata.
- Le zone erogene secondarie sono parti del corpo che in realtà non portano all’orgasmo, ma aumentano il desiderio sessuale. Pensiamo in particolare al seno, al pube e all’ano nelle donne. Negli uomini si tratta dei testicoli e più in generale della parte intorno al pene.
- Le potenziali zone erogene aumentano l’aspetto erotico del rapporto, senza avere una connotazione sessuale. Tuttavia, gli effetti dipenderanno dalle preferenze individuali.